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Mamme in Parlamento

Il 6 giugno, alla Camera dei Deputati, le istituzioni hanno incontrato le mamme digitali in un convegno. Due elementi fuori dell’ordinario verrebbe da dire! La partecipazione della figura della mamma in un luogo che sa di politica e la caratteristica dell’essere digital.

  • Data:09.06.2017
  • Autore:Graziana Le Donne
Mamme in Parlamento

Il progetto della giornata "Mamme in Parlamento", con hashtag dedicato #mammeinparlamento, nasce dall’intuizione di Fattore Mamma, agenzia di comunicazione milanese, e da Italian Digital Revolution, associazione che promuove l’innovazione tecnologica quale elemento imprescindibile per lo sviluppo del paese. Le mamme, come ha ricordato la giornalista Giancarla Rondinelli, sono portatrici degli interessi delle famiglie e attraverso l’incontro con le istituzioni favoriscono il superamento di quel tabù che da sempre ha rappresentato l’accostamento mamme/politica! Inoltre, le madri rappresentano oggi il segmento più ampio tra gli utilizzatori di device mobili. Da una ricerca condotta da Fattore Mamma/2B Research, il 75% delle mamme intervistate, su un campione di 1500, ha affermato che la tecnologia semplifica e migliora la qualità della vita. «Il cellulare diventa un hub di contenuti», precisa Maria Luisa Bionda, professoressa alla Cattolica di Milano. I contenuti digitali non sono più solamente di tipo emotivo, ma anche funzionali all’organizzazione della routine giornaliera.
 
La giornata si è rivelata interessante e stimolante, con un'agenda densa di interventi. Il vicepresidente della Camera Simone Baldelli, in apertura lavori, ha sottolineato da neogenitore come sia importante mantenere una sorta di allineamento tecnologico con i nativi digitali. Sono intervenuti esponenti politici di diversi schieramenti (qui il programma) ed ognuno ha raccontato quali siano state le azioni proposte in parlamento e quali quelle approvate. Molti i dati raccolti e analizzati sugli aspetti che riguardano donne e salute, e madri e lavoro. Il quadro italiano è piuttosto negativo e su parecchi fronti: mancanza di misure di incentivazione alle aziende affinché considerino la gravidanza un valore aggiunto e non una discriminante negativa, mancanza di una gestione dell’orario di lavoro realmente flessibile (smart working), inaccessibilità ai servizi per l’infanzia, realizzazione di servizi che siano integrativi per la famiglia nel corso delle vacanze scolastiche, riduzione dei tempi lunghi per le prestazioni sanitarie in gravidanza. Rosangela Cesareo, mamma blogger e socia Aidr, ha ribadito come sia necessario tornare a dare fiducia alla politica. Come? Attraverso un contatto diretto con le istituzioni che sia attuabile con una modalità semplice: la comunicazione digitale appunto. L’avvocato Andrea Catizone (presidente Family Smile) ha auspicato la costruzione di un vero e proprio tavolo di lavoro annuale per attivare un dialogo costruttivo tra mamme e istituzioni.
 
Il messaggio del ministro per gli Affari regionali con delega in materia di politiche per la famiglia Enrico Costa, nel suo intervento, è partito dall’analisi del gap esistente tra il numero dei figli desiderati che risulta essere maggiore del numero dei figli realmente esistenti di una madre (dati Istat 2012), ed ha proposto di attivare delle misure che siano strutturali e non rinnovabili di anno in anno, che vadano proprio a ridurre la forbice di questo divario. Barbara Damiano, imprenditrice e blogger ci ha fatto emozionare con le sue parole: «Le mamme vogliono essere ascoltate, riconosciute e sostenute per avere il proprio pezzo di felicità». Iolanda Restano, la fondatrice di Fattore Mamma ha messo a fuoco due elementi fondamentali: le informazioni che gli utenti mamme cercano in rete devono essere autorevoli e semplici da fruire. Le mamme hanno diritto ad avere delle risposte certificate. Nel corso del dibattito, infatti, sono venute fuori le questioni che rimbalzano giornalmente sui media: i vaccini, l’olio di palma. Nell’ambito della sicurezza in rete è da citare l’intervento dell’ad di Qwant, il primo motore di ricerca europea che protegge la privacy dei suoi utenti e che ha ideato un canale specifico per ragazzi garantendo non solo risultati di ricerca sicuri ma anche un approccio educativo alla presentazione dei dati. L’hashtag #mammeinparlamento è rientrato nel trending topic di quella mattinata: l’obiettivo di cominciare bene è stato raggiunto. Il prossimo step sarà l’attivazione di un canale diretto verso gli attori istituzionali, che raccolga le proposte delle mamme e dei cittadini in generale, attraverso un piattaforma digitale condivisa.

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