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La terapia pediatrica con Tommi diventa un gioco

Si sperimenta Tommi, il videogame-painkiller che, grazie alla tecnologia, aiuta i bambini a trasformare la terapia in gioco.

  • Data:04.04.2018
  • Autore:Manuela Scopelliti
La terapia pediatrica con Tommi diventa un gioco

“Un videogioco in grado di ridurre ansia e dolore nei bambini ospedalizzati, in primis quelli malati di cancro, grazie alla realtà virtuale”, così Valentino Megale racconta il progetto Tommi, realizzato dalla startup Softcare Studios.

I primi test sono cominciati nel reparto di neuroncologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, avviando un progetto di ricerca per la validazione scientifica del sistema, lavorando a stretto contatto con medici, psicologi e fisioterapisti.

Come la terapia si trasforma in gioco

Grazie alla tecnologia immersiva i piccoli del reparto riescono a trasformare la terapia in gioco, un gioco nel quale vengono coinvolti anche genitori e medici, che riescono a monitorare, testare ed analizzare le attività psicomotorie dei bambini, raccogliendo così preziosi dati per adattare la terapia alle necessità dei bambini e migliorare il monitoraggio del loro stato di benessere.

I bambini spesso sono terrorizzati dalle procedure e dai trattamenti medici, rifiutandosi di sottoporsi alle cure. Questo non solo influenza l’efficacia delle stesse ma è anche una delle principali cause di scarsa ottimizzazione dei tempi da parte dello staff medico”.

Grazie a delle meccaniche di gioco studiate e sviluppate a stretto contatto con medici e psicologi i bambini entrano in un mondo immaginario dove la loro mente viene distratta sentendo così meno dolore fisico e dove cambia la percezione del tempo, che scorre più velocemente.

Un’idea che si ispira alle numerose ricerche scientifiche che hanno dimostrato come la realtà virtuale riesca ad offrire emozioni positive, scacciando dalla mente i pensieri negativi, supportando così i piccoli pazienti durante le cure, con effetti positivi, essendo più coinvolgente rispetto alle terapie tradizionali.

“Ognuno ha una storia differente, vive il suo percorso in modo diverso e non sai mai come approcciarti. Fortunatamente il gioco rende sempre tutto più facile”, sostiene Cristian Currò, ingegnere biomedico e founder di Tommi.

La startup ha inoltre vinto il premio Pfizer Healtcare Challenge a Berlino e si è aggiudicata il premio NIDI di 15mila€ messo in palio per la miglior start up 2017 a Imola.

In questo momento si trovano negli USA e precisamente al Texas Medical Center di Houston, uno dei più grandi centri medicali a livello internazionale con l’obiettivo di supportare non solo i piccoli pazienti malati di cancro ma anche altri tipi di patologie come ad esempio deficit dell’attenzione oppure durante le procedure mediche come ad esempio i test allergici.

L’idea e la passione di questi ragazzi hanno fatto centro, creando uno strumento in grado di alleviare la sofferenza, una cosa non semplice in cui solo pochi riescono. Un grazie di cuore al lavoro che hanno svolto, e continuano a svolgere, e un grosso in bocca al lupo!

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