Insieme, anche in ufficio - Kid Pass

Insieme, anche in ufficio

Coworking per mamma e papà, cobaby per i bambini. Una modalità innovativa di gestire tempo e spazio dedicati al lavoro, che facilita l’organizzazione familiare e le relazioni, riducendo le distanze. Da Piano C in poi, ecco cosa si muove oggi in Italia

Insieme, anche in ufficio

I professionisti dei settori più vari da qualche anno, anche in Italia, hanno scoperto e sperimentato il coworking, alternativa di lavoro flessibile in spazi condivisi. Ma c’è di più: ora cominciano a nascere, associati ad essi, anche le aree dedicate in cui i bambini possono giocare e divertirsi mentre mamma o papà lavorano… nella stanza accanto.

“Esistono oggi diversi modelli di coworking” spiega Raffaele Giaquinto, business manager di Piano C, la realtà più conosciuta e all’avanguardia d’Italia anche in virtù della spiccata vocazione baby friendly. “Ci sono spazi più tematici, come per esempio Talent Garden, un network italiano che ospita solamente professionisti del marketing e della comunicazione digitale, o Multiverso, di Firenze, che seleziona giovani professionisti della comunicazione, dell'architettura, dello spettacolo. E poi ci sono spazi aperti ad ogni professionalità, come Cowo360 a Roma, Toolbox a Torino, Lab121 ad Alessandria, e, ovviamente, Piano C a Milano”.

Quest’ultimo, lanciato a Milano nel 2012, si distingue tra tutti perché è stato concepito come realtà di coworking e servizi per le donne (e per i papà, ma solo con bimbi al seguito), e nel tempo si è evoluto in un insieme innovativo di soluzioni per facilitare e rendere sempre più produttivo l’incontro tra donne e lavoro. “Questo è Piano C: un nuovo modello organizzativo – chiarisce Giaquinto - che mette insieme il coworking, il cobaby, che è un marchio registrato di Piano C, una serie di servizi salvatempo per chi vi lavora e, infine, gli spazi per una community che, attraverso incontri e formazione, consente alle coworker di unire le forze e creare nuove opportunità per vincere la crisi”. La struttura infatti offre 20 postazioni in open space, 4 uffici e 6 sale multifunzione con wireless lan, cucina e stampante condivise, due aree per i bambini con educatrici sempre presenti (0 - 3 anni dalle 9 alle 19, dai 3 anni in su dopo le 16) e servizi come una lavanderia e la spesa al “panierino” da portare a casa per risolvere la cena.

Piano C intercetta sia genitori che lavorano che inoccupati o occupati ma con la volontà di reinventarsi: tutti accomunati dal bisogno di non dover o voler scegliere tra la carriera (piano A) e la famiglia (piano B) - senza dimenticare l’esistenza di un tempo per sé – e la determinazione nel trovare una terza via, il “piano C”.

A Milano Piano C, a Bologna Kilowatt: aperta nel 2012 nella città universitaria e appena divenuta cooperativa (promosso a startup innovativa da un bando Unipolis), l’esperienza emiliana è un pensatoio (ce ne sono almeno altri dieci a Bologna) di creativi trentenni, scrivanie, sala riunioni e cucina, perché le idee vengono anche pranzando insieme. Tra gli ultimi progetti battezzati, S-cambia cibo, il frigo di strada contro lo spreco alimentare. E ora è in partenza kW-Baby, spazio dedicato ai piccoli che potranno recarsi al lavoro con mamma e papà liberi professionisti, contando su un’educatrice che se ne prenderà cura.

Ultimo nato in Italia, cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è Laby, a Trieste: primo spazio di coworking con servizio di asilo in condivisione della città e della regione, offre la possibilità di lavorare, fare attività sportiva e formazione professionale portando con sé anche i propri figli, che vengono intrattenuti da educatrici professioniste in un’area dedicata.

Infine, anche in Veneto, a Mestre (Venezia), è nata un’esperienza analoga e in autunno diverrà operativa: si tratta di Lab Altobello, la cui genesi è davvero particolare. Altobello, quartiere centrale di Mestre ma trascurato negli anni e divenuto poco appetibile, è stato oggetto di un articolato progetto di riqualificazione da parte dell’amministrazione comunale, nel quale è rientrata anche l’ipotesi di una ludoteca (esigenza che proprio la Consulta dei bambini ha manifestato). Ma le due cooperative incaricate della gestione della ludoteca, Sumo e Formaset, incoraggiate dai risultati di un sondaggio tra le realtà produttive del territorio, hanno fatto un passo avanti ulteriore: “Volevamo poter offrire dei servizi alla famiglia in maniera più ampia – spiega Paolo Ingravalle, project manager di Formaset -  così abbiamo pensato ad uno spazio coworking, ma anche smart working per le aziende, ad esempio per favorire il rientro delle dipendenti dalla maternità, associato allo spazio bimbi condiviso”. Il coworking aprirà i battenti a ottobre, nel frattempo negli spazi di Lab Altobello – due piani, il primo adibito ad area bimbi fino alle 16,30 e poi a ludoteca e il secondo a spazio lavoro con otto postazioni – ospita il progetto “Palestra d’impresa family friendly”, che offre supporto a chi vuole avviare nuove attività, e, durante le ore di lezione, le mamme possono già usufruire del cobaby.

La condivisione di spazi di lavoro e dello spazio infanzia, a ben pensarci, è un’idea rivoluzionaria: i bambini fino ad ora, con più o meno difficoltà, potevano venire con noi adulti ovunque, ma al lavoro proprio non se ne parlava! Ora almeno i genitori liberi professionisti hanno invece uno strumento per infrangere quest’ultima frontiera. Sta ai diretti interessati promuoverne lo sviluppo e la diffusione!

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